SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO
LA STORIA



Le Origini

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio risale alla “Cavalleria aurata costantiniana” (aurata in virtu' del collare d’oro finissimo che portavano i piu' alti dignitari), che l’Imperatore Costantino fondo' nel 312 d. C. dopo la sua definitiva vittoria contro Massenzio a Ponte Milvio che lo rese signore indiscusso dell’Impero Romano, vittoria ottenuta grazie al favore divino della visione della Croce in Cielo con la scritta “In Hoc Signo Vinces”, che egli fece poi apporre sui vessilli e sulle armature sue, dei suoi figli e dei suoi ufficiali.


Visione di Costantino - Affresco, Raffaellino del Colle
(particolare)


Costantino, come ringraziamento al Signore per la vittoria, fondo' il primo Ordine cavalleresco della storia investendo egli stesso i primi cinquanta cavalieri, fra cui i suoi figli futuri Imperatori; inoltre, come e' noto, concesse la definitiva liberta' di culto ai cristiani in tutto l’Impero. A riprova di cio', esiste un medaglione di Costante I (337-350), figlio di Costantino, che regge il labaro col Cristogramma “XP”. Sulle origini dirette dell’Ordine molto si e' discusso, e la piu' accreditata critica storica appare conforme nel riconoscere che l’Ordine e' nel 1190 sotto il Gran Magistero dell’Imperatore Romano d’Oriente Isacco II Angelo Flavio Comneno, autore del primo Statuto (almeno del primo a noi rimasto, anche se parzialmente) dell’Ordine e fu retto dalla casata dei Comneno nei secoli successivi, anche dopo la perdita del Trono nel 1453 sotto la spinta musulmana .
Tra i piu' prestigiosi cavalieri di cui si ha notizia nei secoli medievali, emergono figure di Imperatori e Re come Federico Barbarossa, Riccardo Cuordileone, Filippo II di Francia, Casimiro di Polonia, Alfonso II d’Aragona, Guglielmo II di Sicilia, Sancio VI di Navarra, Alfonso IX di Castiglia, ecc . Il secondo documento certo di cui disponiamo e' del 1522: si tratta sempre dello Statuto dell’Ordine, redatto a cura di Angelo di Drivasto : la famiglia degli Angeli di Drivasto, principi di Tessaglia, detentori del Gran Magistero dell’Ordine, discendeva dai Comneno.


Medaglione di Costante, figlio di Costantino il Grande,
che regge il labaro col Cristogramma "XP".

Ma in realta' abbiamo prove dell’esistenza dell’Ordine molto antecedenti. Le prime Regole scritte che appaiono date per il governo dell’Ordine che la storia ci documenta sono quelle dettate dal Vescovo San Basilio , Regole approvate nel 456 dal Papa San Leone I Magno, con la celebre lettera inviata all’Imperatore Marciano. Questa lettera, di cui una copia e' custodita presso l’Archivio Storico di Napoli, cosi' esordisce: «Leone Vescovo a Marciano Imperatore. Non ammiro mai abbastanza la vostra devozione e il vostro amore verso coloro che professano la fede cattolica, o gloriosissimo Imperatore. Percio' e' con immensa letizia che ho ricevuto la lettera vostra e del valoroso Principe Alessio Angelo, con la quale chiedete che io apponga l’autorita' apostolica alla Regola del Vescovo Basilio di Cesarea di santissima vita, Regola che egli prescrisse ai fratelli soldati costantiniani, i quali portano lo stemma di una croce rossa, come segno di conferma da parte vostra e da parte dello stesso Principe Alessio, suprema guida di questi fratelli»  .
Si tratta del Principe Alessio Angelo che sarebbe, secondo la tradizione, il primo Gran Maestro della famiglia Comneno nominato con editto dell’Imperatore Leone I (457-474) . Pertanto la regola del Vescovo Basilio puo' dunque essere considerata il primo Statuto dell’Ordine Costantiniano.
Esiste inoltre, sempre presso l’Archivio Storico di Napoli tra le “Carte Costantiniane”, un documento che si reputa coevo alla lettera di Papa Leone I, definito Descursus aurati seu calcaris aurei, del seguente testuale tenore: «Si mostra che la serie di questi Cavalieri trae origine dal Sommo Pontefice San Silvestro e dal Grande Imperatore Costantino, e che percio' il diritto di creare questi Cavalieri spetta al Sommo Pontefice e all’Imperatore, o a coloro cui il Pontefice o l’Imperatore ne concederanno l’autorita'. Si dimostra inoltre che da codesti Cavalieri deriva l’Ordine Costantiniano di San Giorgio»  . Considerazioni da cui e' dato evincere che in origine i cavalieri Costantiniani venivano creati indipendentemente o dall’Imperatore o dal Pontefice.
Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio risale alla “Cavalleria aurata costantiniana” (aurata in virtu' del collare d’oro finissimo che portavano i piu' alti dignitari), che l’Imperatore Costantino fondo' nel 312 d. C. dopo la sua definitiva vittoria contro Massenzio a Ponte Milvio che lo rese signore indiscusso dell’Impero Romano, vittoria ottenuta grazie al favore divino della visione della Croce in Cielo con la scritta “In Hoc Signo Vinces”, che egli fece poi apporre sui vessilli e sulle armature sue, dei suoi figli e dei suoi ufficiali.
Costantino, come ringraziamento al Signore per la vittoria, fondo' il primo Ordine cavalleresco della storia investendo egli stesso i primi cinquanta cavalieri, fra cui i suoi figli futuri Imperatori; inoltre, come e' noto, concesse la definitiva liberta' di culto ai cristiani in tutto l’Impero. A riprova di cio', esiste un medaglione di Costante I (337-350), figlio di Costantino, che regge il labaro col Cristogramma “XP”. Sulle origini dirette dell’Ordine molto si e' discusso, e la piu' accreditata critica storica appare conforme nel riconoscere che l’Ordine e' nel 1190 sotto il Gran Magistero dell’Imperatore Romano d’Oriente Isacco II Angelo Flavio Comneno, autore del primo Statuto (almeno del primo a noi rimasto, anche se parzialmente) dell’Ordine e fu retto dalla casata dei Comneno nei secoli successivi, anche dopo la perdita del Trono nel 1453 sotto la spinta musulmana .
Tra i piu' prestigiosi cavalieri di cui si ha notizia nei secoli medievali, emergono figure di Imperatori e Re come Federico Barbarossa, Riccardo Cuordileone, Filippo II di Francia, Casimiro di Polonia, Alfonso II d’Aragona, Guglielmo II di Sicilia, Sancio VI di Navarra, Alfonso IX di Castiglia, ecc . Il secondo documento certo di cui disponiamo e' del 1522: si tratta sempre dello Statuto dell’Ordine, redatto a cura di Angelo di Drivasto : la famiglia degli Angeli di Drivasto, principi di Tessaglia, detentori del Gran Magistero dell’Ordine, discendeva dai Comneno.

Ma in realta' abbiamo prove dell’esistenza dell’Ordine molto antecedenti. Le prime Regole scritte che appaiono date per il governo dell’Ordine che la storia ci documenta sono quelle dettate dal Vescovo San Basilio , Regole approvate nel 456 dal Papa San Leone I Magno, con la celebre lettera inviata all’Imperatore Marciano. Questa lettera, di cui una copia e' custodita presso l’Archivio Storico di Napoli, cosi' esordisce: «Leone Vescovo a Marciano Imperatore. Non ammiro mai abbastanza la vostra devozione e il vostro amore verso coloro che professano la fede cattolica, o gloriosissimo Imperatore. Percio' e' con immensa letizia che ho ricevuto la lettera vostra e del valoroso Principe Alessio Angelo, con la quale chiedete che io apponga l’autorita' apostolica alla Regola del Vescovo Basilio di Cesarea di santissima vita, Regola che egli prescrisse ai fratelli soldati costantiniani, i quali portano lo stemma di una croce rossa, come segno di conferma da parte vostra e da parte dello stesso Principe Alessio, suprema guida di questi fratelli»  .
Si tratta del Principe Alessio Angelo che sarebbe, secondo la tradizione, il primo Gran Maestro della famiglia Comneno nominato con editto dell’Imperatore Leone I (457-474) . Pertanto la regola del Vescovo Basilio puo' dunque essere considerata il primo Statuto dell’Ordine Costantiniano.Esiste inoltre, sempre presso l’Archivio Storico di Napoli tra le “Carte Costantiniane”, un documento che si reputa coevo alla lettera di Papa Leone I, definito Descursus aurati seu calcaris aurei, del seguente testuale tenore: «Si mostra che la serie di questi Cavalieri trae origine dal Sommo Pontefice San Silvestro e dal Grande Imperatore Costantino, e che percio' il diritto di creare questi Cavalieri spetta al Sommo Pontefice e all’Imperatore, o a coloro cui il Pontefice o l’Imperatore ne concederanno l’autorita'. Si dimostra inoltre che da codesti Cavalieri deriva l’Ordine Costantiniano di San Giorgio»  . Considerazioni da cui e' dato evincere che in origine i cavalieri Costantiniani venivano creati indipendentemente o dall’Imperatore o dal Pontefice.

Tornando in eta' moderna, il 17 luglio 1550 Papa Giulio III riconobbe l’Ordine con la Bolla Quod Alias, assicurando il Gran Magistero ad Andrea e Gerolamo Angeli di Drivasto (discendenti dei Comneno, come detto), cui fara' seguito un provvedimento della Congregazione del Concilio, sotto il pontificato di Gregorio XIII, nel 1576, che porto' all’Ordine una grande novita': quella del carattere religioso che lo pose definitivamente sotto la Regola di San Basilio. Nel 1623 gli Angeli di Drivasto cedettero il Gran Magistero a Marino Caracciolo, principe di Avellino, e il 23 novembre di quell’anno Urbano VIII confermo' tale dignita' ribadendone peraltro l’origine bizantina. Morto pero' nel 1630 il principe di Avellino, il Gran Magistero torno' a Giovanni Andrea Angelo di Drivasto. Con il Breve Cum Sicut del 27 agosto 1672, Papa Clemente X nomino' un Procuratore Generale dell’Ordine a Roma ed un Cardinale Protettore, il Cardinal de’ Massimi; stabili' che il Procuratore Generale dell’Ordine prendesse posto nelle Cappelle Pontificali e che procedesse dopo il Procuratore Generale dei Serviti di Maria. Innocenzo XI con il Breve del 14 giugno 1687 nomino' Protettore dell’Ordine il Cardinale Gaspero Cavaliero, cui successe poi nel corso del 1690 il Cardinale Giovanni Francesco Albani (che diverra' poi Papa Clemente XI). Alla fine del XVII secolo la casata degli Angeli di Drivasto – ultimo ramo dei Comneno – si stava estinguendo con Giovanni Andrea Angelo di Drivasto Flavio Comneno, privo di successori; egli trasferi' con atto rogato il 27 luglio 1697 il Gran Magistero all’allora Duca di Parma e Piacenza Francesco I Farnese (1697-1727), ed ai suoi discendenti.


Il Gran Magistero dei Farnese di Parma


Francesco Farnese Duca di Parma, Piacenza e Castro
(1697 - 1727)

Con decreto dell’Imperatore Leopoldo I del 5 agosto 1699, e con la Bolla Sinceræ Fidei di Papa Innocenzo XII, del 24 ottobre dello stesso anno, si confermava quell’atto di cessione, autorizzando in termini espliciti il passaggio del Gran Magistero alla Casata Farnesiana.

Ecco le importanti parole con cui il Pontefice sancisce tale atto: «Inclinando il nostro udito e dando benignamente assenso alle suppliche che a proposito di tale questione ci sono state umilmente porte sia a nome tuo che di Giovanni Andrea, Principe e Gran Maestro, Noi, con motu proprio, con certa scienza e matura deliberazione, in virtu' della pienezza del nostro potere apostolico, in perpetuo confermiamo ed approviamo la cessione di detto ufficio ovvero carica di Gran Maestro e perenne amministratore della Milizia Aurata Costantiniana, cessione fatta dal menzionato Giovanni Andrea, Principe e Gran Maestro, a te e ai tuoi discendenti».

Preziosi da notare sono i termini: «L’affetto di sincera fede e singolare devozione che voi dimostrate nei confronti nostri e della Sede Apostolica e i molteplici meriti della tua illustre famiglia verso questa stessa Sede ci inducono a concedere volentieri a te e ai tuoi futuri discendenti nonche' agli altri Principi della tua stessa famiglia quelle cose che accrescano il vostro onore e che rimangano come un eterno segno per ricordare la nostra paterna benevolenza verso di te e verso la tua famiglia».


Croce dell'Ordine di epoca Farnesiana
(inizio XVIII sec.)


Gli Statuti Costantiniani furono poi ammodernati, con l’approvazione ecclesiastica avvenuta nel 1706.

Inoltre Papa Clemente XI volle, con la Bolla Militantis Ecclesiæ del 27 maggio 1718, dare all’Ordine Costantiniano un segno particolare del suo affetto e della sua benevolenza tanto da accordare al Gran Priore i privilegi abbaziali, al clero le insegne della prelatura, all’Ordine stesso, infine, la facolta' di poter costituire “benefizi ecclesiastici”: «E se qualcuno osasse invalidare quanto stabilito, sappia che incorrera' nell’indignazione di Dio Onnipotente e dei Suoi beati Apostoli Pietro e Paolo».

In una Bolla del 1719 inoltre lo stesso Clemente XI si felicita con i Cavalieri Costantiniani per avere condotto piu' di 2000 fanti in Dalmazia contro le armate turche. Un ingente numero di documenti esistenti nell’Archivio di Stato testimoniano la lunga e vittoriosa guerra combattuta contro i Turchi dalla Repubblica di Venezia con l’aiuto del Duca Francesco Farnese mediante l’invio di un “Reggimento Costantiniano”.

Commenta Ettore Gallo: «Sotto l’aspetto militare la documentazione sul Reggimento Costantiniano dimostra quanto vivi fossero, nel piccolo esercito farnesiano, il valore ed il coraggio nonche' lo spirito autenticamente cristiano di attaccamento ai princi'pi ispiratori stessi dell’Ordine: “Glorificazione della Croce e propagazione della Fede”»

Il Duca Francesco Farnese era anch’egli senza figli; non volle pertanto considerare l’Ordine un privilegio della Corona e dispose che esso dovesse tramandarsi da padre in figlio ed in caso di estinzione il Gran Maestro fosse «il piu' vicino [in linea di sangue] al defunto Gran Maestro, e appartenente alla famiglia Farnese». Cosi' quando il 26 febbraio 1727 mori' Francesco I, i poteri dello Stato e anche del Gran Magistero dell’Ordine vennero assunti dal fratello Antonio, il quale dopo solo quattro anni di principato, il 20 gennaio 1731, venne a mancare anch’egli senza lasciare figli.


Appello alla Crociata contro i Turchi
(1684).


A questo punto diviene centrale il ruolo di Elisabetta Farnese, sorella dei due Duchi e Regina di Spagna per aver sposato Filippo V d’Angio', il vincitore della Guerra di Successione Spagnola (si veda la voce della sezione storica La Casa di Borbone, ovvero tre Regni e un Ducato).

Ella riusci' ad assicurare che l’eredita' allodiale della Casata Farnese dovesse andare all’Infante Don Carlo di Borbone. Infatti, le grandi potenze, prevedendo come non lontana l’estinzione della Casa Farnese, stabilirono col Trattato di Londra del 1718 che alla morte del Duca Farnese, l’Infante Don Carlo avrebbe bensi' avuto le terre dei Farnese (cioe' il Ducato di Parma e di Piacenza), ma senza intrusioni del padre Re di Spagna, nemmeno con pretesti di tutela familiare.

La Pace di Utrecht del 1713 lo esigeva. Morto pertanto il Duca Farnese nel 1727, il successore Antonio chiamo' all’eredita' allodiale della sua Casata l’Infante appunto Don Carlo di Borbone (suo nipote).

Nel 1731 Carlo entro' a Parma come sovrano; nel 1734 egli divenne Re di Napoli e nel 1735 fu incoronato, a Palermo, Re di Sicilia. Nel 1759, pero', le due Corone di Napoli e di Sicilia, dopo la rinuncia di Carlo per divenire Re di Spagna, passarono al di lui figlio Ferdinando che regno' sino al 1825 (si vedano le voci dedicate a Carlo di Borbone e Ferdinando I).


Il Gran Magistero della Casa di Borbone delle Due Sicilie

Dopo la conquista del Regno di Napoli, Carlo aveva qui trasferito la sede dell’Ordine, lasciando al fratello minore Filippo il Ducato di Parma e Piacenza (1748). Come abbiamo detto, essendo poi dovuto salire al Trono di Spagna nel 1759 (ed essendo quindi costretto ad abbandonare quello di Napoli e Sicilia per ragioni politiche e dinastiche di cui rendiamo conto nella voce dedicata a Carlo di Borbone e in quella intitolata “Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie”), con atto sovrano del 6 ottobre 1759 egli cedette al suo terzogenito Ferdinando tutti i beni allodiali italiani, e volle, con atto espressamente separato, cedere anche il Gran Magistero Costantiniano, in quanto Ordine Familiare legato ai successori ed eredi del fidecommesso farnesiano.

La Santa Sede riconobbe esplicitamente e chiaramente nei Borbone di Napoli il possesso del Gran Magistero Costantiniano con il Monitorium del 19 dicembre 1763 di Clemente XIII, ove il Pontefice ingiungeva agli ordinari ed in generale a tutti coloro che hanno cura di anime di non turbare i Cavalieri di San Giorgio nel possesso pacifico dei loro privilegi e ricordava le Bolle dei suoi predecessori insistendo sul fatto che se un conflitto sorgesse tra il Magistero e l’Autorita' ecclesiastica «esso non potrebbe che essere trattato davanti alla Camera Apostolica». Questo Monitorio generale fu emanato ad istanza del Cavaliere di Gran Croce Costantiniana Petraccone Caracciolo, Duca di Martina, a nome anche degli altri Cavalieri di Gran Croce, e con esso si comminano pene e censure e i perturbatori dei privilegi accordati al detto Ordine in forza delle Bolle Sinceræ Fidei e Militantis Ecclesiæ rispettivamente di Innocenzo XII e Clemente XI.

Inoltre esiste il Breve di Pio VI Rerum humanarum conditio, del 24 marzo 1777, col quale venne ratificata l’aggregazione dei beni dell’Ordine di S. Antonio Viennese – che era stato soppresso – del Regno di Napoli all’Ordine Costantiniano fatta da Ferdinando di Borbone Re di Napoli e Sicilia.

In tal maniera era palese e inconfutabile che la Santa Sede riconosceva ai Borbone di Napoli e Sicilia il Gran Magistero dell’Ordine Costantiniano. Esistono comunque numerose fonti di diritto positivo che stanno a dimostrare “l’indole familiare” dell’altissima dignita', fra cui degno di nota e' un “Dispaccio” del Re Ferdinando IV datato 8 marzo 1796, che per il suo rilievo appare opportuno richiamare: «(…) avere il Re ponderatamente preso nella dovuta considerazione che nella Sacra Real Persona concorrono ben due distinte qualita', l’una di monarca delle Due Sicilie e l’altra di Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano, le quali benche' gloriosamente si uniscono in se stesse, formano nondimeno due Signorie indipendenti, e per leggi e per prerogative e per privilegi e soprattutto per la giurisdizione (…) tanto che i predecessori Gran Maestri di tal Ordine hanno formato un Codice di Costituzioni denominato Statuti, nei quali si scorge una precisa volonta' di stabilire una Giurisdizione Privativa e per l’Ordine stesso e per i Cavalieri ed individui, eligendo a tale effetto un Supremo Magistral Consiglio per la cognizione di tutti i diritti, prerogative e cause che se li appartengono».

Ancora Papa Pio IX il 17 luglio 1851, con il Breve Maxima et præclarissima, di fatto riconobbe Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano Ferdinando II Re delle Due Sicilie. Inoltre sempre di Pio IX emano' il Breve Quae in rei sacrae il 17 settembre 1863, col quale, a causa dei rivolgimenti politici del 1860 in Italia, si stabiliva che la Chiesa Costantiniana di Sant’Antonio Abate in Napoli, e tutti i beni Costantiniani ivi esistenti, fossero sotto la temporanea dipendenza dell’Ordinario di Napoli, fino a che la Santa Sede lo avesse creduto opportuno.

Ancora Papa San Pio X si occupo' dell’Ordine, con il Breve del 7 marzo 1910 in cui nomino' il Cardinale Domenico Ferrata Protettore dell’Ordine e, con il Placet del 22 marzo 1911, con cui approvo' l’erezione della Chiesa Abbaziale di Santa Maria a Cappella, detta delle Crocelle, in Napoli, quale sede dell’Ordine; e in data 7 aprile 1911 e 2 aprile 1913, egli appose poi il Placet ai decreti magistrali concedenti speciali insegne ai Cavalieri Ecclesiastici Cappellani dell’Ordine e altri privilegi; ancora il 3 dicembre 1913 nomino' il Cardinale Francesco di Paola Cassetta nuovo Protettore dell’Ordine.

Nel 1913 l’Ordine Costantiniano fece parte della Commissione incaricata per la celebrazione del XVI centenario della pace e della liberta' della Chiesa (Editto di Costantino) e, per volere di Papa San Pio X, eresse una cappella nella chiesa di Santa Croce a Ponte Milvio, inaugurata il 22 maggio 1918 con una donazione del Cavaliere Ecclesiastico Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII; inoltre detta Commissione ricostitui' il Labaro Costantiniano che sara' benedetto da San Pio X il 29 dicembre 1913 in Vaticano in presenza di S.A.R. il Duca di Calabria e che oggi e' conservato nella Sede della Gran Cancelleria dell’Ordine a Napoli.

Anche Benedetto XV fu benevolo con l’Ordine: con il Breve Ad futuram rei memoriam del 13 dicembre 1916, riferendosi ad un Breve del 17 settembre 1863 del suo predecessore Beato Pio IX, dispose la restituzione della Chiesa di Sant’Antonio Abate all’Ordine Costantiniano e riconobbe nell’allora Gran Priore (e nei suoi successori) l’Abate titolare di detta Chiesa con giurisdizione sul Clero Costantinano per le cose che concernono l’Ordine; e ancora, con il decreto del 9 luglio 1919, concesse il Privilegium Officiorum per uso del clero al Sacro Militare Ordine Costantiniano, approvando pure le variazioni apportate agli Statuti dell’Ordine; infine, con un Breve del 9 giugno 1919, nomino' Protettore dell’Ordine il Cardinale Vittorio Amedeo Ranuzzi de’ Bianchi.


Duca di Castro Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie
Gran Maestro degli Ordini Dinastici e Cavallereschi della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie


Commenta l’autorita' di Ettore Gallo: «Dall’esame complessivo e comparativo dei documenti pontifici citati, la dottrina ha potuto ricavare alcune considerazioni di rilievo: innanzitutto il costante riconoscimento oltre che gratitudine della Santa Sede verso l’Ordine Costantiniano; inoltre, l’attribuzione al suo Gran Maestro, appellato ripetutamente nei documenti papali “perpetuus administrator Militiae Auratae Constantinianae” dei poteri di nomina dei Cavalieri, di guida dell’Ordine e di interprete degli antichi Statuti Farnesiani». 


Principali Ricorrenze ed Anniversari


1
Gennaio
Genetliaco di S.A.R. la Principessa Maria Chiara Amalia Carola Louise Carmen secondogenita delle LL.AA.RR. i Duchi di Castro
7
Gennaio
Anniversario della morte di S.A.R. il Principe Ferdinando Pio Duca di Calabria e Duca di Castro

13
Gennaio
Anniversario della morte di S.A.R. il Principe Ranieri di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro

24 Febbraio Genetliaco di S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie
20
Marzo
Anniversario della morte di S.A.R. il Principe Ferdinando di Borbone delle Due Sicilie, XVII Duca di Castro

5
Aprile
Genetliaco di S.A.R. la Duchessa di Castro

24
Aprile
Genetliaco di S.A.R. la Principessa Anna di Borbone delle Due Sicilie

22
Maggio
Anniversario della morte di S.M. il Re Ferdinando II

24
Maggio
Anniversario della morte di S.A.R. la Principessa Chantal di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Castro

26
Maggio
Anniversario della morte di S.A.R. il Principe Alfonso di Borbone delle Due Sicilie, Conte di Caserta e Duca di Castro
16
Giugno
Genetliaco di S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie

23
Giugno
Genetliaco di S.A.R. la Principessa Maria Carolina, Chantal, Edoarda, Beatrice, Ianuaria di Borbone delle Due Sicilie, primogenita delle LL.AA.RR. i Principi Carlo e Camilla, Duca e Duchessa di Castro
13
Luglio
Genetliaco di S.A.R. la Principessa Carmen di Borbone delle Due Sicilie

4
Novembre
Onomastico di S.A.R. il Duca di Castro
27
Dicembre
Anniversario della morte di S.M. il Re Francesco II

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