SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO
STORIA DI SAN GIORGIO


San Giorgio
Cappadocia sec. III - Lydda (Palestina), 303 ca.

Giorgio, il cui sepolcro e' a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, venne onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. La sua memoria e' celebrata in questo giorno anche nei riti siro e bizantino. (Mess. Rom.)

La tomba di San Giorgio

Sotto l'Impero bizantino Lidda fu chiamata Georgiopolis per la memoria di San Giorgio martire, che si ritiene sia nato in questa citta' e che qui ha la sua tomba, sulla quale sorgeva la rinomata basilica di San Giorgio. Il pellegrino Theodosius, attorno al 530, fu il primo a menzionare la tomba del martire.

La chiesa di San Giorgio era stata incendiata dai musulmani nel 1099, all'arrivo dei crociati che, attorno alla metà del XII secolo, ne costruirono una piu' grande a nord-est della prima, come cattedrale latina; ma anche questa fu distrutta dai musulmani nel 1191, per reazione ai successi di Riccardo Cuor di Leone. Poiche' San Giorgio e' il santo patrono d'Inghilterra e successivamente di molti Ordini Cavallereschi, Lidda era un luogo di grande significato per i crociati.

La basilica crociata e' stata parzialmente restaurata in tempi moderni.

Patronato: Arcieri, Cavalieri, Soldati, Scout, Esploratori/Guide AGESCI

Etimologia: Giorgio = che lavora la terra, dal greco

Emblema: Drago, Palma, Stendardo

Martirologio Romano: San Giorgio, martire, la cui gloriosa lotta a Diospoli o Lidda in Palestina e' celebrata da tutte le Chiese da Oriente a Occidente fin dall’antichita'

Festa liturgica: si celebra il 23 Aprile.

La Storia

San Giorgio nacque nel 282 o nel 283 nel castello di Georgia a tre miglia da Nazaret, da genitori nobili che erano ferventi cristiani.
Gli imposero il nome di Giorgio nella speranza che convertisse tanti nel nome del Signore. Dopo la morte del padre si ritiro' a Lidda, citta' della Palestina, ed impegno' i suoi beni per aiutare i poveri.
Morta la madre si arruolo' nell’esercito di Diocleziano ed ebbe grandi riconoscimenti. Quando, nel 303 Diocleziano emano' l’editto di persecuzione contro i Cristiani, Giorgio, dopo aver donato tutti i suoi averi ai poveri, si reco' in Nicomedia, strappo' l’editto e si presento' all’imperatore per professarsi seguace di Cristo.
Diocleziano dopo aver cercato invano di persuaderlo a ritrattare la sua professione di fede, lo sottopose a vari martirii: prigione, macigno sul collo, graffi di ferro e calzari arroventati da cui Giorgio usci' indenne in modo miracoloso e, secondo la promessa di Cristo, a lui apparso in carcere, soffri' tormenti per sette anni e per tre volte prodigiosamente fu liberato dalla morte. Sopravvivere alla durezza del carcere, vivere dopo essere stato tagliato in due da una ruota irta di chiodi, risuscitare diciassette morti, distruggere con l’alito gli idoli di un tempio sono eventi che sanno di leggendario, ma che giustificano il numero straordinario di conversioni.
Ben nota e' la leggenda di “San Giorgio e il drago”. A Berito un orribile dragone di tanto in tanto usciva dal fondo del lago e si apprestava alle mura della citta' recandovi la morte col suo alito pestifero.
Per tenere lontano tanto flagello erano sacrificate giovani vittime estratte a sorte; un giorno tocco' alla figlia del re. Il sacrificio si stava per attuare quando giunse un cavaliere, Giorgio il quale rese inoffensivo l’orrendo drago con un colpo di lancia liberando dalle fauci la principessa Sirena; Giorgio rassicuro' quindi i cittadini atterriti affermando che aveva ucciso il drago in nome di Cristo, perche' si convertissero e fossero battezzati; il re con la figlia e con molti cittadini si converti' al cristianesimo. Non si converti' invece Diocleziano che dopo avere invano tentato di allontanare Giorgio dalla sua fede lo condanno' a morte per decapitazione.
Il corpo di Giorgio fu portato a Lidda e posto in un ricco sepolcro sul quale sorse un tempio consacrato il 3 novembre giorno ancora oggi festeggiato in Grecia.
 Sant'Elena imperatrice, la stessa che secondo una leggenda aveva portato ad Ururi come reliquia il legno della croce, fece estrarre dal sepolcro il capo del santo e lo fece portare a Roma per diffonderne il culto; il capo e' custodito dal 750 nella chiesa di San Giorgio al Velabro in Roma. Le reliquie furono date ad altre citta' tra cui Campobasso dove in un reliquario d’argento, e' conservato un grosso pezzo di osso, mentre uno piu' piccolo e' conservato nel petto di una statua nella chiesa di San Leonardo ed altre reliquie sono nella chiesa della SS. Trinita'.

San Giorgio nell'arte

La storia leggendaria di San Giorgio ed il Drago forse nasce durante il XII secolo, portata dai Crociati che tornavano dalla Terra Santa e narravano che il santo, (nato in Palestina e martirizzato, sotto Diocleziano per decapitazione nel 287), uccise un terribile drago che era in procinto di mangiare una giovane principessa.

Un secolo dopo, in Inghilterra, quando il re Edoardo III nel 1348 elesse San Giorgio protettore dell’Inghilterra, questo era ormai diventato l’assassino dei draghi per antonomasia, dipinto da tutti i pittori nel gesto di trafiggere il drago.

La leggenda di San Giorgio e il Drago fu diffusa notevolmente dalla Chiesa che raffigurava il Drago come il peccato e San Giorgio come la Grazia divina, la Fede o qualche altra forza benefica.


Salvador Dali' (1942)

Salvador Dali' (1962)

Anthony Van Dyck

Carpaccio (1504)

Edward Burne Jones (1877)

Paolo Uccello

Carpaccio (1507)

Tintoretto (1555)



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